VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
ARTEVEN: 5 ANNI DI PROGETTI NEL MONDO DELLO SPETTACOLO DAL VIVOArteven, il circuito teatrale pubblico del veneto può vantare l’efficienza di un’impresadi Giuseppe Barbanti Un percorso formativo su Goldoni nelle scuole, destinato a dar vita ad una vera e propria rete, in occasione del terzo centenario della nascita del drammaturgo veneziano e una nuova produzione “Quando al paese mezogiorno l’orologio sona” di Eugenio Ferdinando Palmieri nel futuro dell’associazione.
Fra i primati della Regione Veneto c’è anche il circuito teatrale pubblico, per la cronaca Arteven, che si è collocato nel 2005 al primo posto in Italia per attività (995 gli spettacoli distribuiti in regione tra prosa, teatro per l’infanzia e danza contemporanea) e per un volume di bilancio – per un’impresa si definirebbe fatturato – pari a oltre 6 milioni di euro. Tant’è che probabilmente l’unico soggetto in Italia a non aver subito tagli di contributi a seguito della drastica riduzione operata dalla Finanziaria 2006 del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, è stato, appunto, Arteven. Ma in cosa consista concretamente l’attività di un circuito teatrale pubblico non è immediatamente comprensibile per i non “addetti ai lavori”: sia il presidente Anselmo Boldrin che il direttore Pierluca Donin hanno, infatti, lamentato, nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 1 agosto, la scarsa visibilità di Arteven, l’associazione di enti locali (sono 55 i Comuni associati) che in ambito regionale offre un sostegno continuo al teatro e alla danza attraverso la programmazione di stagioni e rassegne e una presenza capillare con iniziative di diverso genere (non solo cicli di spettacoli, ma anche laboratori e percorsi formativi) in ambito scolastico. Le stagioni di tutti i teatri del territorio della provincia di Venezia, ad eccezione del Teatro Goldoni, sono, ad esempio, organizzate dai Comuni che si avvalgono per la programmazione e i rapporti con le compagnie per la liquidazione dei cachet del supporto di Arteven. In pratica dietro le quinte…c’è la struttura di Arteven che svolge un’attività di assistenza fondamentale: all’esterno compaiono come enti organizzatori Comuni e istituti scolastici, da qui, data la scarsa dimestichezza con l’organizzazione amministrativa della gente comune, la difficoltà di percepirne l’esistenza. D’altra parte la mission di Arteven, a partire dalla riforma dello statuto di qualche anno fa, non si limita più alla circuitazione degli spettacoli di prosa e danza ma si estende anche alla produzione, come ha testimoniato, “Nina non far la stupida”, l’allestimento andato in scena con il coinvolgimento del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e della Teatri S.p.a. di Verona. a febbraio e marzo scorsi. In attesa di una più puntuale definizione dei progetti, alcune novità sia sulle manifestazioni goldoniane che sulla nuove produzione del testo di Palmieri La presenza del portavoce del presidente della giunta regionale, Franco Miracco, ha portato il discorso sulla politica culturale della Regione Veneto: se a livello nazionale il circuito Arteven viene indicato alle altre regioni come modello da seguire dalla Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sicuramente nell’ambito dello spettacolo, su cui Miracco ha ammesso un ritardo nella programmazione regionale, Arteven è il punto di riferimento sotto il profilo organizzativo. Dopo aver ricordato l’imminente presentazione del testo della nuova legge sulla cultura al Consiglio Regionale, Miracco ha sottolineato come in un futuro non lontano “il Teatro Stabile debba diventare cosa diversa da quella attuale, se non altro perché a Vicenza entro due anni sarà ultimato il nuovo teatro…” e ha indicato, fra le iniziative della Regione in programma per il terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni, la richiesta alla Rai di rimandare in onda le registrazioni dei grandi allestimenti goldoniani trasmessi dalla rete di stato nella seconda metà del Novecento. Pierluca Donin, chiamato in causa per le manifestazioni goldoniane, ha ricordato in primo luogo il ruolo fondamentale che rivestono gli enti locali per la vita di Arteven, associazione nata per soddisfarne le esigenze e realizzarne i progetti. Per il terzo anniversario della nascita di Carlo Goldoni Arteven ha sottoposto alla Regione un progetto specifico che sarà presentato in un convegno in programma nel prossimo gennaio. Il progetto riguarderà soprattutto gli studenti della scuola media superiore, punto debole della politica promozionale di Arteven nei confronti delle giovani generazioni. Donin è stato perentorio: non ci saranno produzioni di Arteven di testi goldoniani, ma verrà assicurato il sostegno per la distribuzione agli allestimenti più “a rischio”. Si potrebbe incominciare con qualcuno degli interessanti spettacoli visti al Festival Internazionale del Teatro della Biennale, come ad esempio “La buona madre”. Ha, invece, approfittato dell’occasione per annunziare che la prossima produzione di Arteven sarà “Quando al paese mezogiorno l’orologio sona”, il capolavoro di Eugenio Ferdinando Palmieri, commediografo e critico teatrale di vasta notorietà dalla metà degli anni Trenta agli inizi degli anni Sessanta dello scorso secolo. Di questo suo testo datato 1936 ha lasciato scritto “…è la mia commedia migliore; certo è la mia commedia più ribelle, nonostante la struttura consueta e tradizionale. Con quel linguaggio che si serve d’un italiano venetizzato, e con quella comicità tra parodistica e farsesca, i tre atti non sono soltanto, come poterono sembrare, come potrebbero ancora sembrare, un’accusa al denaro. Nel porre in satira la cupidigia, nel denunziare il moralismo, bramoso e adultero, della grossa borghesia campagnola, nel burlare la propagande dell’epoca a favore della ruralità e dell’incremento familiare, i tre atti sono anche allegoricamente una disperazione, una negazione, una dichiarazione di sfiducia – sfiducia assoluta – nella vita… La posso ritenere la mia commedia più elogiata dalla critica e più Stroncata. Si disse che avevo dato al teatro veneto il nuovo atto di nascita…si citò il Pirandello più aspro, si scoperse che la mia trovata diffamava il Veneto. E’ la mia commedia più sgradevole e più gradita nelle grandi città, più biasimata nelle città minori”.
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2009 Creative Commons |






