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"Distretto di Polizia 8" - parte I"Il tempo che ci resta" (8x01) e "Lezioni di vita" (8x02)di Serena D’Urbano Al via ieri sera su Canale 5 la nuova stagione di Distretto di Polizia. Il X Tuscolano torna con vecchie conoscenze, nuovi personaggi e adrenalinici e commoventi colpi di scena. Amori, azione e dramma si intrecciano, come sempre, con le indagini del distretto più amato e seguito del piccolo schermo.
Partenza col botto per Distretto di Polizia 8. Al nuovo commissario Luca Benvenuto (Simone Corrente) spetta il compito di narrare con voce fuori campo gli eventi da cui prende il via questa nuova, intensa e subito drammatica, stagione televisiva. Una collega in pericolo e poi un lungo flashback (32 ore prima) per ricondurci a quei momenti drammatici, in bilico tra la vita e la morte. In pochi minuti la serie diretta da Alessandro Capone ha già saccheggiato e fatto sue due tecniche blasonate della lunga serialità americana: voice over in apertura e in chiusura di episodio (in perfetto stile Grey’s Anatomy) e analessi temporale (c’è bisogno di ricordare lo stile Lost?). Non solo. Attingendo ai paradigmi e agli escamotage narrativi della “scuola americana”, a fine puntata gli autori ci piazzano anche un bel rovesciamento di prospettiva: se le parole iniziali di Luca facevano riferimento al dramma dell’amica e collega Anna (Giulia Bevilacqua), ostaggio di un folle vaneggiatore (che in preda ad attacco di gelosia uccide compagna e amante di lei, per poi riscontrare nell’agente Gori un’ossessiva somiglianza con la sua amata), la conclusione della sua riflessione accompagna come un canto funebre gli ultimi battiti della giovane Irene (Francesca Inaudi). Un agente lo sa: ogni azione può essere fatidica e decidere della propria vita. Ogni giorno il poliziotto si trova di fronte ad una sliding door, dove scelta e libero arbitrio si scontrano inesorabilmente con il caso, la fatalità di un istante. E proseguendo in questo gioco di somiglianze e saccheggiamenti che, sia chiaro, fa onore ad una serie italiana in grado di “tradurre e localizzare” i pregi delle complesse architetture narrative provenienti da oltreoceano, non possiamo non sottolineare l’intreccio strutturale tra linea orizzontale e linea verticale del racconto. I singoli casi (quelli che, per intenderci, si aprono e si concludono nell’arco di un singolo episodio) sono sì storie a sé stanti, ma portano sempre un contributo allo sviluppo della linea orizzontale del racconto (quella che si apre e si conclude nell’arco di un’intera stagione). Ciascuna indagine caratterizzante la “puntata del giorno” aggiunge un tassello al puzzle complessivo che si ricompone pian piano, innescando quel processo di fidelizzazione dello spettatore che tante fiction italiane, chissà perché, faticano ad apprendere. Se si vuol trovare, però, un difetto di sceneggiatura alla serie prodotta dalla fortunata Tao Due di Valsecchi, questo è sicuramente riscontrabile nella spiegazione troppo semplicistica e sbrigativa con cui si giunge alla risoluzione del “micro-caso”. La differenza con le serie americane, e dunque il passo ulteriore da compiere, sostanzialmente è tutto qui: anche i personaggi di contorno, nelle fiction targate US, assurgono al ruolo di protagonisti. TITOLO ORIGINALE: Distretto di Polizia 8 - Il tempo che ci resta PRIMA TV ITALIA: 4 settembre 2008 PRODUTTORE ESECUTIVO: Pietro Valsecchi per Taodue REGIA: Alessandro Capone SCENEGGIATURA: Luisa Cotta Ramosino e Andrea Leanza CAST: Simone Corrente (Luca Benvenuto), Giulia Bevilacqua (Anna Gori), Enrico Silvestrin (Alessandro Berti), Max Giusti (Raffaele Marchetti), Anna Foglietta (Elena Argenti), Roberto Nobile (Antonio Parmesan), Daniela Morozzi (Vittoria Guerra), Giovanni Ferreri (Giuseppe Ingargiola), Marco Marzocco (Ugo Lombardi), Francesca Inaudi (Irene Valli).
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