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"Gake no ue no Ponyo": Image Album, di Joe Hisaishi - IParte prima: il CD singolodi Marco Bellano Ogni volta che il regista giapponese Hayao Miyazaki annuncia l’uscita di un suo film d’animazione, è ormai spontaneo iniziare ad attendere con impazienza anche una nuova colonna sonora di Joe Hisaishi.
È vero che Hisaishi lavora anche con registi diversi da Miyazaki: nei quattro anni che separano Hauru no ugoku shiro (Il castello errante di Howl, 2004) dal prossimo Gake no ue no Ponyo (Ponyo on the Cliff by the Sea, ovvero “Ponyo sulla scogliera marina”, in uscita il 19 luglio 2008 in Giappone), il compositore ha creato una serie di ottime partiture cinematografiche, come quella per il film muto The General (Buster Keaton e Clyde Bruckman, 1927), presentata a Cannes nel 2004, o il commento a base di valzer per Welcome to Dongmakgol (2005) di Kwang-Hyun Park, oppure la monumentale musica, di spirito epico “alla John Ford”, per Tai yang zhao chang sheng qi (The sun also rises, 2007) di Wen Jiang. Tuttavia, è in special modo con Miyazaki che Hisaishi sembra trovare le idee più brillanti e potenti, formando con il maestro nipponico un’accoppiata artistica che, senza esagerare, può essere accostata a storici binomi quali Alfred Hitchcock e Bernard Herrmann, Federico Fellini e Nino Rota, Tim Burton e Danny Elfman. Per questo, l’uscita dell’Image Album dedicato a Gake no ue no Ponyo, il 5 marzo 2008, è stata accolta negli ambienti specializzati come un evento di grande rilevanza. Un Image Album, si ricorda, non è una vera e propria colonna sonora: si tratta di una serie di composizioni ispirate ai bozzetti e agli storyboard che il regista produce durante la lavorazione del film. In un certo senso, si tratta di uno schizzo preliminare di quella che sarà la musica definitiva del lungometraggio: un’occasione preziosa per penetrare il processo creativo che il compositore sta affrontando, iniziando a cogliere al tempo stesso alcuni indizi relativi a quella che sarà la tavolozza emotiva dell’opera finita. In realtà, vi era almeno un’altra ragione per essere particolarmente curiosi nei confronti di questo nuovo Image Album. Il 5 dicembre 2007, infatti, lo Studio Ghibli ha pubblicato un CD singolo che conteneva due canzoni ispirate al lavoro di Miyazaki su Ponyo: canzoni ora contenute nell’Album del 5 marzo e dunque costituenti una vera e propria anteprima assoluta. I due brani in parte confermarono, e in parte –caso veramente più unico che raro in Hisaishi- tradirono le aspettative. Le confermarono poiché si trattava di musica accattivante e allegra: canzoni perfette per un film che, si sa, parlerà della semplice storia di un pesce rosso che, salvato da un bambino di cinque anni, desidererà diventare una ragazzina umana. Ma al tempo stesso furono inaspettate, poiché non apparvero molto rilevanti da un punto di vista strettamente musicale. Lo stesso Hisaishi ha dichiarato di sentirsi «imbarazzato» a causa della diretta semplicità di Gake no ue no Ponyo (“Ponyo sulla scogliera”), il brano che chiuderà il film e che è stato immediatamente approvato da Miyazaki. Il regista immaginò un padre ed una figlia cantare assieme quella melodia, in un contesto familiare: per questo, l’interpretazione è stata affidata al duo di dilettanti Fujioka Fujimaki e a Nozomi Ohashi, di otto anni. Chi conosce i film dello Studio Ghibli, ascoltando “Ponyo sulla scogliera” riconoscerà immediatamente non poche reminiscenze dello stile musicale di Tonari no Totoro (“Il mio vicino Totoro”), film di Miyazaki del 1988, ed in particolare dell’omonima canzone finale. Hisaishi recupera i mondi sonori di vent’anni fa, riscoprendo una maniera di composizione fatta di giocosi suoni sintetici, di tenui riferimenti al pop e di melodie ed armonie piene di delicatezza infantile. Tuttavia, “Ponyo sulla scogliera” sembra essere priva della spiccata personalità che la canzone di Totoro aveva. L’intenzione comunicativa del compositore rimane chiara, ma sembra che l’artista abbia parzialmente dimenticato come esprimere la freschezza dell’infanzia in maniera originale. In più, la nuova canzone appare sin troppo simile al suo modello, rischiando di suonare ingiustamente come una mera parafrasi. È un dato di fatto che in essa compaiano espliciti omaggi a Tonari no Totoro: la canzone condivide con il pezzo del 1988 la tonalità di fa maggiore, inizia con il medesimo modello ritmico e con le note: “do-la-fa”, che un tempo accompagnarono le sillabe “To-to-ro”. Anche la ripresa del ritornello, con le parole «Ma-kka-kka no Po-nyo…» è musicalmente simile alla ripresa «To-na-ri no To-to-ro…». L’uso del timbro delle cornamuse, che appare durante una transizione strumentale, può invece ricordare la canzone che apriva Totoro, Sampo (“Passeggiata”). Per concludere, il tema di Ponyo è sicuramente un brano piacevole e leggiadro, ma non introduce alcun elemento che lo distingua da passate produzioni del compositore. Più interessante è il Fujimoto no theme (“Tema di Fujimoto”), dedicato al personaggio del padre di Ponyo e cantato dai soli Fujioka Fujimaki. Potrebbe essere definito un tango, dove lo strumento tradizionalmente legato a questo tipo di musica, il bandoneon (un tipo di fisarmonica) esalta il sapore “latino” dell’accompagnamento: un sapore che è in qualche modo collegato a quello delle musiche per film di Miyazaki come Kurenai no buta (Porco Rosso, 1992) e soprattutto Majo no takkyûbin (Kiki consegne a domicilio, 1989). Il suono di una fisarmonica rivestì un ruolo importante anche nel valzer di Il castello errante di Howl, ma in quel caso si alludeva alla tradizione popolare delle danze tedesche. Hisaishi, comunque, aveva già proposto un tango (Tango X. T. C.) nel suo album del 1999 Works II; ma si trattava di un’opera sinfonica, mentre il “Tema di Fujimoto” è scritto per un più piccolo gruppo di strumenti, tra cui alcuni elettrici. In aggiunta a ciò, la linea vocale del “Tema di Fujimoto” completa il pezzo con una melodia che attinge sottilmente da certo folklore musicale dell’Est europeo. È intrigante chiedersi cosa, nelle immagini di Miyazaki, possa aver ispirato ad Hisaishi questo strano miscuglio di elementi etnici. (1- continua) Una versione in inglese dell’articolo (comprensiva di prima e seconda parte) è stata pubblicata dal sito GhibliWorld.com La pagina dedicata al film nel sito dello Studio Ghibli; il sito ufficiale di Joe Hisaishi
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