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"Girotondo" di Arthur SchnitzlerIntorno a cosa giriamo?di Francesco Federici L’amore è un girotondo. Il sesso pure. Forse riduttivo come commento ma dà l’idea di cosa è Girotondo di Schnitzler, opera teatrale in dieci scene, con dieci personaggi che si rincorrono nella Vienna del passato, una dissertazione sulla vacuità dell’amore, una racconto disperato sul rincorrersi e amarsi.
Una prostituta, un soldato, una cameriera, un giovane signore, una giovane signora, il marito della giovane signora, una bambina, un poeta, un’attrice, un conte. Non nomi, solo la rappresentazione di un’intera società, quella viennese di fine Ottocento, ma forse estendibile, con le debite differenze, alla società occidentale. Inizia la prostituta col soldato, chiuderà il tutto lei. Sono sempre duetti con caratteri molto simili: l’incontro tra un uomo e una donna, la resistenza della donna, quasi mai sincera, ma sempre dettata dalle convenzioni, il cedimento facilitato da finti discorsi d’amore dell’uomo, ma sempre pudicamente omesso, ma lasciato intendere senza difficoltà. Poi l’abbandono e la ricerca di un altro compagno per continuare il girotondo dell’amore inutile, sempre uguale, ripetitivo, negativo. Girotondo è la storia di una ricerca, mossa dal desiderio di colmare un vuoto, la solitudine che lascia tracce profonde nella società, presto chiusa dopo aver ottenuto i favori più facili da ottenere, quelli sessuali. L’ipocrisia è il motore principale, l’unico capace di muovere dieci vite alla ricerca del nulla. Non per niente l’autore aveva pensato di dare a Girotondo il sottotitolo La stada solitaria. Le ovvie conseguenze furono il divieto di rappresentazione e accuse su accuse all’opera. Cos’è Girotondo oggi? Un’opera attuale, da analizzare senza facili stereotipi, anche se si muove grazie a stereotipi, più che altro manichini impotenti mossi da un burattinaio nascosto dietro le quinte, ma in alcuni casi non troppo diversi dal vuoto odierno, che, purtroppo, talvolta riempie le persone senza riempirle veramente, costringendole ad un frenetico girotondo, come un cane che si morde la coda in una frustrante e interminabile ricerca. Arthur Schnitzler, Girotondo, Einaudi, 1997, pag. 77, euro 9,50.
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