Ormai siamo arrivati alla fine dei nostri dieci giorni alla Mostra. Asserragliata all’Excelsior, la giuria capitanata da Bernardo Bertolucci non lascia trapelare nessuna informazione. Mentre il cast del film greco Miss Violence si aggira per le strade del Lido con tanto di tranci di pizza alla mano, pochi altri sono tornati in laguna per ritirare premi. Mormorano i fotografi, si rincorrono i pronostici tra le stanze del Casinò. Resta solo il monito di Bertolucci a inzio festival: “voglio essere sorpreso”. In un’annata con molte opere deludenti e pochi buonissimi film, quale sarà quello che più di tutti ha conquistato i cuori dei giurati?
Fra meno di ventiquattr’ore, molte domande troveranno risposta durante la cerimonia di premiazione al Palazzo del Cinema. Ma siccome non ci va di aspettare, ecco le nostre previsioni che coronano il gioco di fine estate preferito dai cinefili: il toto-leone!
| | Prima scelta | Seconda scelta |
| LEONE D’ORO | Miss Violence di Alexandros Avranas | Die Frau des Polizisten di Philip Gröning |
| LEONE D’ARGENTO per la miglior regia | Sacro Gra di Gianfranco Rosi |Miss Violence di Alexandros Avranas |
| PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA | Die Frau des Polizisten di Philip Gröning | Philomena di Stephen Frears |
| COPPA VOLPI – Miglior Interpretazione Maschile | Scott Haze (Child of God di James Franco) | Christoph Waltz (The Zero Theorem di Terry Gilliam) |
| COPPA VOLPI – Miglior Interpretazione Femminile | Judi Dench (Philomena di Stephen Frears ) | Elena Cotta (Via Castellana Bandiera di Emma Dante) |
| PREMIO MASTROIANNI | Tye Sheridan (Joe di David Gordon Green) | Livia Rossi ( L’intrepido di Gianni Amelio) |
| OSELLA per la miglior sceneggiatura | Steve Coogan, Jeff Pope (Philomena) | James Franco, Vince Jolivette (Child of God) |
| OSELLA per il miglior contributo tecnico | Christopher Blauvelt per Night moves (fotografia) | Leo Trombetta, Mark Czyzewski per Parkland (montaggio) |
Non sono solo i film più belli a catturare la mente degli spettatori della mostra. Spesso sono proprio le pellicole che non avremmo mai voluto vedere a rimanere scolpite come ricordi indelebili, traumi freudiani da cui difficilmente ci si potrà liberare. E tra peni recisi e epopee infinite di silenzi che avrebbero spazientito il più stoico monaco buddista, quest’anno Nonsolocinema ha scelto di assegnare anche il Pippone d’Oro. Una lista dei film che consigliamo per ben altri motivi. A vostro rischio e pericolo.
| | Premio | Motivazione |
| PIPPONE D’ORO | Under the Skin di Jonathan Glazer | Dopo nove anni di lunghe riflessioni e qualche bevuta di troppo, Glazer si convince di essere un surrogato di David Lynch e plasma il più lungo spot televisivo della storia del cinema, condito da candid camera in cui Scarlett Johansson collassa sui marciapiedi di Glasgow tra ignari scozzesi: non solo pippone d’oro. È il pippone del secolo.|
| PIPPONE D’ARGENTO per la peggior regia | Jiaoyou (Stray Dogs) di Tsai Mig-Liang| Tsai Ming-Liang è l’unico regista capace di istigare il pubblico ad atti di violenza e forme inconsulte di autolesionismo. Già resistere fino ai titoli di coda, preceduti da una sequenza scult di 15 minuti di camera e interpreti fissi che guardano piangenti un muro, è un’impresa coraggiosamente tafaziana. |
| PIPPONE SPECIALE DELLA GIURIA | Die Frau des Polizisten di Philip Gröning| Tre ore divise in cinquantanove capitoli, imperscrutabili intervalli onirici, è la vera prova di forza di quest’anno, capace di far rimpiangere gli afasici monaci montanari. |
| COPPA VOLPI – Peggior Interpretazione Maschile | Louis Garrel in La jalousie | Il suo ciuffo ribelle nasconde la palpebra calante e il musetto da borghesotto tediato dai troppi café parigini e tormentato da patemi esistenzialisti in bianco e nero; smorbato dal film, è uno dei pochi che ha il coraggio di spararsi da solo per porre fine allo strazio, e di farlo prima che la durata abbia raggiunto i livelli di guardia. La sala mostra la sua gratitudine con uno scroscio di applausi. |
| COPPA VOLPI – Peggior Interpretazione Femminile | Scarlett Johansson in Under the Skin | La diva di Hollywood si sottopone senza remore a tutte le prove necessarie per accaparrarsi la Coppa Volpi: mostra indefessa la cellulite, sviene per strada in mezzo alla gente comune, vomita in scena, si esamina le parti intime con un abat-jour, si stacca la testa per guardasela meglio (sic!) e chiude in bellezza svanendo fra le fiamme. |
| PREMIO MASTROIANNI | Yuval Scharf, Ana Arabia | Chi l’ha detto che un film sul conflitto israelo-palestinese non possa essere irresistibilmente sexy? Nei panni di una giovane giornalista, si lancia in lunghe passerelle tra le catapecchie di Jaffa e accompagna lo spettatore per tutto il piano sequenza di oltre ottanta minuti con lo sguardo di chi un po’ deve fingere di essere interessata e un po’ ti occhieggia sorniona perché in fondo è la prima ad ammettere che il film è un pippone colossale. Cos’altro poteva trattenerci così a lungo? |
| OSELLA per la peggior sceneggiatura | Tsai Ming-Liang, Song Peng-fei, Tung Cheng-yu per Jiaoyou (Stray Dogs) | Ci sono volute sei mani per partorire uno script che non supera le dieci battute: dopo più di un’ora e mezza di silenzi, la squadra vincente di Tsai ci grazia con una lunga conversazione sui ranocchi, per poi risprofondare nel mutismo d’autore. |
| OSELLA per il peggior contributo tecnico | Danny Elfman, The Unknown Known (colonna sonora) | Più che accompagnare, travolge il documentario con coretti di voci bianche, scampanellamenti vari e stacchi orchestrali che somigliano tanto ad una sadica tecnica di privazione del sonno. A momenti, ti aspetti di vedere Rumsfeld brandire delle mani di forbice o inforcare una Nimbus2000 per volare alla Casa Bianca. |






