“SCENE DA UN MATRIMONIO” di Igmar Bergman

Amore tra le rovine

Un Bergman attualizzato e “italianizzato” da Alessando D’Alatri

E’arrivato finalmente anche a Roma lo spettacolo con cui il Teatro Stabile d’Abruzzo ha riaperto, lo scorso anno, la programmazione, dopo la pausa forzata per il terremoto che ha colpito L’Aquila e che ha semidistrutto la splendida sede storica del Teatro Comunale.

Si tratta di una riduzione di SCENE DA UN MATRIMONIO, di Igmar Bergman, adattato e diretto da Alessandro D’Alatri, testo che che racconta, com’è noto, la storia di una crisi matrimoniale , narrata attraverso una serie di dialoghi tra Marianne e Johan, una coppia medioalto borghese, qui ribattezzati Giovanni e Marianna, nella contestualizzazione nell’Italia di oggi, voluta dal regista.
D’impatto, e significativo è l’opening dello spettacolo, soprattutto deve esserlo stato per il pubblico aquilano che fu il primo destinatario: i due coniugi, siedono , di spalle al pubblico, in silenzio , e pare che contemplino, attoniti, per qualche secondo, i mobili coperti da un telo bianco, a suggerire, oltre le macerie di una storia d’amore, anche quelle di una città. Cosi’ l’idea scenografica di Matteo Soltanto sintetizza poeticamente dramma pubblico e dramma privato,prima che comincino a succedersi , sulla scena, le stazioni della via crucis della vita della coppia, scandite da assoli di chitarra, nel percorso che piu o meno ricalca quello del copione originale
Dopo un’intervista inutile come quelle di tante inchieste dei giornali femminili, vediamo i due protagonisti pian piano “svelarsi” , e qui viene fuori un tono lieve, nuovo per un testo così problematico, un tono quasi da commedia, ma mai banale, una nuova aria che non è quella dell’inferno bergmaniano ma che sotto la leggerezza è egualmente acida e crudele.

Siamo naturalmente lontani anche dal peso dei sottotesti e dalla confusione “arte-vita” del Mito dell’edizione filmica ( Bergman girava con la moglie Liv Ullmann proprio durante la loro crisi matrimoniale ) e da quelli della prima edizione teatrale italiana ( con Lavia e la Guerritore che vivevano all’epoca un situazione abbastanza simile ), ma si ha l’impressione che l’adattamento nell’Italia di oggi, per nulla forzato e anzi limitato a pochi discreti elementi, sia alla fine ( con)vincente e non certo perché il testo di Bergman avesse bisogno di attualizzazione ma proprio perché permette di trovare una chiave giusta, comunicativa, per stabilire una particolare empatia con il pubblico contemporaneo.
Merito è anche dell’intuizione della regia di aver scelto due attori più giovani dei loro personaggi, molto bravi e molto affascinanti: Federica De Martino è perfetta nel tratteggiare il percorso difficile di Marianne e Daniele Pecci felicemente connòta di una sorta di bislaccheria le mediocrità di Giovanni. Caloroso successo per entrambi.

SCENE DA UN MATRIMONIO
di Igmar Bergman
Adattamento e regia Alessandro D’Alatri.
con Daniele Pecci e Federica Di Martino
Produzione: Teatro Stabile d’Abruzzo
Roma, teatro India, dal 1 al 12 febbraio 2012
durata 2 ore circa