VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"Storie e memorie dei nostri luoghi". Song n. 32 di Marco Paolini e i Mercanti di liquoreCome si passa da un concerto di parole ad una rappresentazione teatrale.di Elisa De Marchi Song n. 32 nasce come un singolo concerto interamente dedicato all’acqua; un concerto preparato rapidamente, fatto di innesti e accostamenti tra autori diversissimi. Le parole, infatti, sono prese in gran parte da opere di poeti e scrittori italiani, sebbene non manchino alcune creazioni personali di Marco Paolini. L’esibizione venne poi ripetuta più volte, fino a diventare uno spettacolo stabile e addirittura un cd, Sputi.
Oggi, benché il filo conduttore resti sempre l’acqua, il concerto si è aperto anche ad altre tematiche, che toccano problemi e speranze dell’intera penisola. L’Italia è descritta attraverso racconti e ricordi, musiche e canzoni, che stabiliscono un contatto immediato col pubblico e lo fanno riflettere. Paolini fa riferimento alla storia e alla cultura nazionale, ma anche ad un passato molto recente e vicino: il terrorismo degli anni Settanta, la sacralità del Po, la campagna veneta. Per raccontare tutto questo utilizza una selezione di testi bellissimi, tratti da opere più o meno note di Dino Campana, Biagio Marin, Giacomo Noventa, Ernesto Calzavara, Erri De Luca, Giorgio Gaber, Fabrizio De André; buona parte di questi testi appartengono alle filastrocche di Gianni Rodari (Re Federico, Sul duomo di Como, Il mare Adriatico, La tradotta, I sette fratelli, I mari della luna, Stelle senza nome); particolare affetto e ammirazione sono riservati a Mario Rigoni Stern, l’indimenticabile Sergente. I romanzi di Rigoni, per lo più autobiografici, raccontano la gente e la natura dell’altipiano, il suo legame con la neve e coi boschi, l’umanità che ha riscaldato la tragica ritirata dalla Russia durante il secondo conflitto mondiale. Paolini legge alcuni estratti da Il sergente nella neve, narrando le terribili vicende del 26 gennaio 1943 a Nikolajewka, esaltando la paura e la fame, ma anche la solidarietà tra i soldati, anche tra nemici. Ma il protagonista dello spettacolo è indubbiamente Luigi Meneghello, con il suo romanzo I piccoli maestri, incentrato sui temi della guerra e della resistenza. Nato nel 1922 a Malo, in provincia di Vicenza, aderì giovanissimo al Partito d’Azione. Nelle prime opere, Libera nos a Malo e Pomo Pero, lo scrittore è influenzato in modo determinante dall’ambiente paesano di Malo, e infatti i due romanzi si caratterizzano principalmente per l’utilizzo del dialetto vicentino e per la vena umoristica con cui descrive la società contadina del tempo. I piccoli maestri, pubblicato nel 196 , costituisce una testimonianza fondamentale della lotta partigiana in Italia. Meneghello racconta in prima persona la sua esperienza di partigiano: la vita nei boschi dell’altipiano di Asiago, i conflitti interni, la forte personalità del suo maestro, il Capitan Toni. Si tratta di un’opera particolarmente vicina alla cultura veneta, soprattutto per i numerosi richiami alla nostra tradizione culinaria; il cibo è uno degli aspetti culturali più tipici e più forti del nostro Paese, tanto che Paolini arriva a definire l’Italia come una “repubblica basata sulla polenta e sul catering”. Nello spettacolo Song n. 32 vengono quindi ripresi e riproposti straordinari pezzi di letteratura italiana; questi brani –alcuni noti, molti altri dimenticati- vengono riscoperti e presentati al pubblico sotto forma di letture, canzoni, pezzi teatrali. Nelle parole di Paolini si mescolano memoria collettiva e ricordi personali, i canti tradizionali e le grandi tragedie che hanno segnato il passato delle nostre terre e che hanno fatto di noi una comunità. Questo concerto offre, quindi, la possibilità di rinnovare il proprio legame col territorio, con la propria storia locale; ma è anche un’ottima occasione per avvicinarsi alla letteratura e alla lettura: lo spettatore, infatti, potrà rivivere i momenti più intensi e suggestivi dello spettacolo anche a casa sua, aprendo un libro di Rigoni o di Meneghello, lasciandosi affascinare dalle ballate di Rodari o dalle canzoni di Gaber e di De André. Paolini ha, dunque, ideato un modo nuovo e bellissimo di fare letteratura, di coinvolgere il pubblico e restituirgli la curiosità e la voglia di leggere. Lo spettacolo, nato quasi per caso, ha riscosso un enorme successo fin dal suo debutto nel 2003 ed ha partecipato ad alcune prestigiose manifestazioni, quali il Festival della Musica di Mantova, il Womad di Taormina, l’edizione 2003 del Premio Tenco. I molteplici temi affrontati sono fusi tra loro dalle musiche composte ed eseguite dai Mercanti di liquore, e dalla riflessione sull’acqua, che torna costantemente nel corso dell’esibizione. Una risorsa che non è più bene comune e diritto di tutti, bensì merce sottoposta alle leggi di mercato, da “imbrigliare, arginare, deviare, sbarrare, incubare, imbottigliare, razionare”. Un dono che è ormai considerato “un sottoprodotto della Coca Cola”, mentre è invece un diritto fondante e va rispettato, per “la sua uguaglianza universale, la libertà del suo stato, l’indipendenza di ogni particella rispetto alle altre, la pazienza dei bagnasciuga a ferragosto”. Lo spettacolo evidenzia in particolare il ruolo fondamentale dei nostri fiumi, il Sile, il Po, che non possiamo considerare semplici prodotti di mercato. Come ha dichiarato lo stesso Paolini, Song n. 32 “non è una storia, ma un concerto, in cui ci sono cose che ognuno prende senza dover necessariamente comprendere tutto”. E’ un lavoro variopinto, molto originale, dominato da un fare istintivo e improvvisato; ma alla fine lo scopo è di coinvolgere lo spettatore in ciò che ha compreso, invitandolo a fare delle scelte, a prendere delle decisioni, a non restare cieco e passivo davanti ai soprusi.
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2008 Creative Commons |







