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"Viva La Vida Or Death And All His Friends" dei ColdplayL’ambiziosa salita verso l’Olimpodi Gianluca Capaldo La magia del primo ascolto rivela la grande attesa che c’è per questo quarto album della band britannica: i quaranta milioni di album venduti si fanno sentire sulle spalle. A cosa andiamo incontro? Alla conferma della loro maestosità o allo sfruttamento del successo accumulato, che non regala ai milioni di fan il tanto atteso capolavoro?
L’inizio è controverso: forse il nostro lettore Mp3 ha qualche problema...il suono è rarefatto, non definito. Ma una melodia crescente, l’inizio di un nuovo giorno, il ritmo che si libera dal suono della chitarra, ci rapisce. Un sorriso ci fa ben sperare. È Life in Tachnicolor, qualche minuto di pura musica senza cantato, brano strumentale che i Coldplay hanno voluto a tutti i costi in questo nuovo lavoro. È il turno della ormai classica (in senso positivo) voce di Chris Martin: Cemeteries Of London ha il grande respiro delle panoramiche cinematografiche del far west americano. Il ritmo è un trotto che viene insinuato dal suono della chitarra elettrica, dalle mani che battono, dalle percussioni e dalle chitarre che come voci di un coro ci cullano e ci sembrano raccontare l’inizio di un cambiamento. Un grosso cambiamento. Quest’ultimo forse porta il nome di Brian Eno. Non servono presentazioni. Il grande produttore ridefinisce un suono che era già “dei Coldplay” per riconsegnarlo agli ascoltatori come qualcosa di totalmente nuovo e allo stesso tempo completamente e profondamente coldplayiano. Qual è l’ingrediente che è stato sottratto? Qual è il metodo (se uno ce ne fosse..) che ha portato a questa produzione? Quante gocce di pozione magica sono state aggiunte nel calderone degli studi di registrazione? Cos’è nato tra Eno e i Coldplay? Sicuramente è nato uno degli album più belli della band, un cd che riesce a tracciare un continuum nella storia artistica musicale di Chris, Will, Guy e Johnny, che ormai lontani mille miglia (o forse vicinissimi) agli Starfish (primo nome della band nata nel 1998), sembrano chiudere il cerchio ritornando alla vivacità musicale e creativa degli esordi, ma allo stesso tempo aprendo il loro mondo a molteplici interpretazioni e stili abilmente intrecciati dalla mano di Brian Eno. Si gioca con il doppio, partendo già dal titolo Viva La Vida Or Death And All His Friends: a noi la scelta! Alcuni brani sono due tracce senza interruzioni, come Lovers in Japan/Reign of Love e Yes/Chinese Sleep Chant. I pezzi, sdoppiati destabilizzano ma incuriosiscono. Soprattutto Lovers In Japan/Reign of Love viaggia sulle corde del pop rock quasi da sigla televisiva per poi addolcire il tutto con la voce sussurrata di Martin che qui torna ai falsetti e al magnetico pianoforte. Torniamo indetro nella track list a Lost, brano candidato a terzo singolo (molto probabilmente) dopo Violet Hill e Viva La Vida: anche questi brani non esageratamente sperimentali convincono nella loro composizione e soprattutto nella stesura dei testi. Profondamente semplice il verso di Lost di cui è facile innamorarsi:
L’attendiamo anche a fine concerto nelle due date italiane che i Coldplay terranno a Bologna e Milano il 29 e 30 settembre. La salita verso l’Olimpo continua...in discesa. TRACKLIST: "Life in technicolor" "Cemeteries of London" "Lost!" "42" "Lovers in Japan/Reign of love" "Yes" "Viva la vida" "Violet hill" "Strawberry swing" "Death and all his friends"
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