Una giovane coppia americana. La Grecia. Una vacanza.
Parrebbe un idillio.
Finchè la macchina su cui viaggia la coppia finesce fuori strada. L’incidente è tragico. L’auto si ribalta e dopo vari ruzzoloni si schianta dentro una casa nel bel mezzo del nulla, dove un paio di persone appaiono brevemente sullo sfondo, prima di scomparire misteriosamente.
Beckett (John David Washington), questo il nome dell’uomo, sopravvive, la sua fidanzata (Alice Vikander) non ce la fa. Si risveglia in ospedale, con un braccio fasciato e, ovviamente, lo shock. Interrogato dalla polizia sulla dinamica dei fatti, racconta ciò che ricorda.
Senza aver ben chiaro come e perché, si trova a essere il protagonista di una caccia all’uomo. Beckett deve fuggire, per zone che non conosce, in un Paese straniero, inseguito da alcuni poliziotti che lo vogliono morto.
Scoprirà di essere l’uomo sbagliato al momento sbagliato, finito in un complotto internazionale.
Girato prima del Covid, Beckett è un ottimo thriller teso, dal finale forse anche troppo vigoroso, diretto da Ferdinando Cito Filomarino, aiuto regista di Luca Guadagnino (qui in veste di produttore).
È interessante la traccia psicologia all’interno del gioco del genere filmico: Beckett da vittima in fuga per aver salva la pelle, in una situazione che gli è completamente nuova, capito l’inghippo cospirativo in cui è finitio casualmente, diventa “eroe” rischiando la vita.
Presentato in anteprima alla 74esima edizione del Locarno Film Festival in Piazza Grande, scritto da Kevin Rice, prodotto da Luca Guadagnino, Marco Morabito, Francesco Melzi d’Eril, Gabriele Moratti sarà disponibile su Netflix dal 13 agosto 2021.