“Da domani mi alzo tardi” di Stefano Veneruso, ovvero chi sarebbe Massimo Troisi se fosse ancora vivo

A Roma nella Sala della Regina a Palazzo Montecitorio, è stato proiettato il  lungometraggio “Da domani mi alzo tardi”, di Stefano Veneruso. Il regista, nipote di Massimo Troisi, ha realizzato partendo dal romanzo , che ha  lo stesso titolo, di Anna Pavignano, storica sceneggiatrice di alcuni tra i più celebri film di Troisi e per un periodo sua compagna, una pellicola con protagonisti John Lynch e Gabriella Pession. Nel solco del libro , il film  pone al centro un grande “se”: se Massimo Troisi, che quest’anno avrebbe compiuto 70 anni, non fosse morto come sarebbe oggi, cosa penserebbe, a cosa lavorerebbe?

Presente nell’opera anche una componente quasi surreale, ovvero l’assenza di emozioni dopo il trapianto di cuore. La trama però si focalizza soprattutto sulla relazione tra Troisi e Pavignano.

A Montecitorio la proiezione è stata i preceduta dagli interventi  di  regista e sceneggiatrice, nonché della produttrice Barbara Di Mattia e degli onorevoli Paolo Trancassini e Antonio Baldelli: tutti hanno ricordato il grande lascito emotivo e culturale di Massimo Troisi allo spettacolo italiano e  internazionale. Erano presenti anche l’Ambasciatore emerito di Israele Dror Eydar e  Cristina Daniele, figlia di Pino Daniele: nel film infatti troviamo  un brano inedito del musicista napoletano, Sirenuse. La proiezione è stata un ulteriore occasione per ricordare  Massimo Troisi: lo scorso febbraio è stato distribuito nei cinema Laggiù qualcuno mi ama di Mario Martone e negli ultimi mesi sono stati realizzati numerosi documentari per la tv.