The dark side of the moon dei Pink Floyd compie oggi 50 anni.
Pubblicato il 1° marzo 1973 è stato uno dei più influenti album della seconda metà del Novecento per quanto riguarda il panorama rock.
The dark side of the moon è una vera e propria pietra miliare, uno dei vinili più ricercati anche a distanza di mezzo secolo dalla pubblicazione.
I motivi che stanno alla base di questo incessante successo sono certamente vari: primo di tutti è senza dubbio la qualità della musica.
Modernissima la peculiarità di essere un “concept album”, ovvero un insieme di tracce tra loro legate, in questo caso non solo nel significato ma anche nell’esecuzione: i brani infatti non finiscono singolarmente, ma sono intrecciati l’un l’altro.
Il lato oscuro della luna la traduzione del titolo originale dell’album: i temi affrontati riguardano infatti il marcio del mondo, la decadenza di una società che si trasforma basandosi sempre di più sull’apparire, la corruzione, il denaro; ma è anche un album filosofico, sul tempo, sull’uomo e le sue fragilità, sul polivoco “noi e loro”, Us and them appunto, e sulla morte.
Un’altra ragione del successo planetario dell’album sta infatti nella profondità dei testi, non lungamente sviluppati o particolarmente articolati ma diretti pur essendo metaforici.
La grandezza sta ovviamente nell’aver rappresentato i concetti non con le parole ma con la musica.
Ma al di fuori della musica e dei testi c’è un altro elemento che molto ha attirato (e forse oggi più di prima continua a farlo) un numero elevatissimo di persone ad avvicinarsi all’album: la copertina.
Fondo nero, poi un triangolo ed una linea bianca: da lì si sviluppano sei colori.
L’ispirazione stavolta non è filosofica ma scientifica: si parte dalla scomposizione dei colori da una luce bianca che entra in un prisma, esperimento e scoperta del fisico Isaac Newton.
A 50 anni dalla sua pubblicazione non resta che riascoltare un album sul tempo, ma senza tempo.